Ashenafi FRASSINELLI BIRKU - Sculture -
Giovedì 17 febbraio alle 18 con la mostra “Sculture” di Ashenafi FRASSINELLI BIRKU sarà inaugurata l’esposizione della proposta n°60 del Foyer del Centro “Salvador Allende” (Giardini Pubblici) in collaborazione con il “Circolo Culturale Il Gabbiano”.
In merito alla sua attività così Valerio P. CREMOLINI, curatore della mostra:
“In corpi deformi, attraversati dall’esclusiva bellezza scura, attribuita da Giovanni Testori alla pittura di Max Beckman e Francis Bacon, ma anche dall’inquietudine che traspare nei dipinti di Munch, senza trascurare l’ideale riferimento all’art negre africana, lo scultore Ashenafi Frassinelli Birku (Assab, 1978), cittadino spezzino di origine etiope, ha concretizzato la sua austera ed essenziale modellazione dalle forti e crescenti emozioni. Il vigore espressivo di Birku, la cui formazione è transitata negli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, arricchiti da esperienze all’estero (Parigi e New York), risulta particolarmente palpabile nelle
monumentali figure erette, dalla superficie non sempre levigata, che nelle intenzioni dell’artista evocano uno stato d’animo turbato, piuttosto partecipe della condizione umana del nostro tempo. Sono sculture dal misterioso fascino primitivo, riconducibili all’affermazione di un linguaggio, caratterizzato dalla tipica severità formale di superlative testimonianze artistiche di riconosciuta rilevanza estetica, così pure ad opere riconducibili a lontane civiltà. Rimasero, infatti, sedotti dalla
speciale stilizzazione dell’arte primordiale africana celebri artisti del Novecento, tra i quali Alexander Archipenko, Costantin Brancusi, George Braque, Paul Gauguin, Jaques Lipchitz , Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Ossip Zadkine. In Birku si percepisce il proposito di non attribuire alle sue sculture, spoglie di dettagli superflui e intrise di una drammaticità che non tende a placarsi, toni celebrativi, bensì di affermare in quelle sembianze l’essenza di un processo creativo che predilige importanti contenuti, formulati con altrettanta determinazione. S’impone,
inoltre, una continuità formale nella trasformazione della materia, dalla quale l’artista ricava suggestive soluzioni antropomorfe dall’arcaica bellezza. In esse s’inseguono impegnative domande dalle risposte spesso dubbiose, sul senso della vita, lacerata dal dolore e dal male.”
La mostra rimarrà allestita fino a sabato 5 marzo e si potrà visitare da martedì a sabato dalle 14.30 alle 18.30. Il Centro rimarrà chiuso domenica e lunedì.
Per informazioni telefonare al numero 0187 29210 oppure scrivere all’indirizzo mail centro.allende@laspeziacultura.it .
In merito alla sua attività così Valerio P. CREMOLINI, curatore della mostra:
“In corpi deformi, attraversati dall’esclusiva bellezza scura, attribuita da Giovanni Testori alla pittura di Max Beckman e Francis Bacon, ma anche dall’inquietudine che traspare nei dipinti di Munch, senza trascurare l’ideale riferimento all’art negre africana, lo scultore Ashenafi Frassinelli Birku (Assab, 1978), cittadino spezzino di origine etiope, ha concretizzato la sua austera ed essenziale modellazione dalle forti e crescenti emozioni. Il vigore espressivo di Birku, la cui formazione è transitata negli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, arricchiti da esperienze all’estero (Parigi e New York), risulta particolarmente palpabile nelle
monumentali figure erette, dalla superficie non sempre levigata, che nelle intenzioni dell’artista evocano uno stato d’animo turbato, piuttosto partecipe della condizione umana del nostro tempo. Sono sculture dal misterioso fascino primitivo, riconducibili all’affermazione di un linguaggio, caratterizzato dalla tipica severità formale di superlative testimonianze artistiche di riconosciuta rilevanza estetica, così pure ad opere riconducibili a lontane civiltà. Rimasero, infatti, sedotti dalla
speciale stilizzazione dell’arte primordiale africana celebri artisti del Novecento, tra i quali Alexander Archipenko, Costantin Brancusi, George Braque, Paul Gauguin, Jaques Lipchitz , Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Ossip Zadkine. In Birku si percepisce il proposito di non attribuire alle sue sculture, spoglie di dettagli superflui e intrise di una drammaticità che non tende a placarsi, toni celebrativi, bensì di affermare in quelle sembianze l’essenza di un processo creativo che predilige importanti contenuti, formulati con altrettanta determinazione. S’impone,
inoltre, una continuità formale nella trasformazione della materia, dalla quale l’artista ricava suggestive soluzioni antropomorfe dall’arcaica bellezza. In esse s’inseguono impegnative domande dalle risposte spesso dubbiose, sul senso della vita, lacerata dal dolore e dal male.”
La mostra rimarrà allestita fino a sabato 5 marzo e si potrà visitare da martedì a sabato dalle 14.30 alle 18.30. Il Centro rimarrà chiuso domenica e lunedì.
Per informazioni telefonare al numero 0187 29210 oppure scrivere all’indirizzo mail centro.allende@laspeziacultura.it .



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