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La Spezia, l’industria della difesa, la Marina Militare, l’Arsenale, le aree dismettibili

Gli insediamenti produttivi legati al settore della Difesa costituiscono un riferimento produttivo di primaria rilevanza per l’economia della città. Preoccupano e devono essere contrastate le eventuali ipotesi di  ridimensionamento di Oto Melara. Per quanto riguarda Fincantieri, pur diversificando in interessanti settori come quello dei “superyacht”, non sono ancora sufficientemente definite le prospettive e i piani industriali e, unitamente agli altri comuni sede di stabilimenti, verrà contrastata ogni ipotesi di privatizzazione dell’azienda.
La filiera produttiva spezzina della difesa va salvaguardata e consolidata dedicando particolare attenzione anche alla piccola e media azienda che si è conquistata un ruolo interessante sul mercato nazionale e internazionale avendo sapientemente investito in qualità e alta tecnologia. Questa presenza è naturalmente legata alla base navale della Marina Militare che, pur avendo ridimensionato la sua importanza strategica a vantaggio delle basi del sud, può mantenere un ruolo di grande e fondamentale importanza nel sistema difesa nazionale e europeo.  A tale proposito il processo di depotenziamento e depauperamento dell’Arsenale è giunto a un punto inaccettabile per la città e per la stessa Marina Militare. Occorre al più presto invertire il processo di degrado in corso da oltre vent’anni e pretendere che il governo nazionale promuova un programma di ammodernamento e di riorganizzazione della struttura della difesa nella nostra città che ha sempre costituito una risorsa produttiva e strategica di rilievo nazionale.
E’ questo il tema del confronto che si è aperto tra le istituzioni, le forze sociali locali e il ministero della Difesa per una razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse che ha evidenziato il problema della dismissione di strutture e aree. Si tratta di una questione di grande rilevanza per la città e per il suo sviluppo economico. Oltre alle aree esterne e agli edifici esterni alla base navale (la caserma Duca degli Abruzzi , le “casermette” etc) si pone il punto di una riorganizzazione interna dell’Arsenale che permetta una maggior permeabilità e comunicazione con la città, l’insediamento di lavorazioni civili e la cessione di aree. In particolare il tratto di costa dalle vasche di San Vito fino al “campo in ferro” di Cadimare deve essere oggetto di una possibile dismissione volta a garantire un importante progetto di sviluppo di attività nautiche, sociali e turistiche. Tale dismissione permetterà anche di veder riconosciuta l’antica aspirazione del borgo di Marola a riavere accesso al suo mare. L’occupazione di aree e strutture di grande pregio sulla linea di costa da parte dell’aeronautica militare a Cadimare appare ormai del tutto ingiustificata. Anche in tal caso occorre procedere a programmi di dismissione per valorizzare in maniera omogenea questo territorio, che investe i comuni della Spezia e di Portovenere, per ridare una forte identità al tratto di costa e ai suoi antichi borghi. 
E’ indubbio che il tema della riorganizzazione della struttura militare è di rilievo strategico per la città e ad esso andrà dedicato, con il pieno coinvolgimento della Marina Militare, l’impegno prioritario dell’amministrazione comunale e della città tutta.