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Identità e cittadinanza

Affrontare la tematica di  politiche a favore di bambini, adolescenti, giovani della nostra città vuol dire intrecciarle con argomenti che riguardano la qualità della vita, del benessere della comunità come  l’ambiente urbano, l’accesso alla cultura, l’occupazione,  lo sport, la creatività. Tali politiche riguardano inoltre l’allargamento della partecipazione, la promozione dei diritti, lo sviluppo di cittadinanza, il concetto di  appartenenza alla comunità cittadina.
Evitando una lettura della realtà giovanile come segmento di popolazione in qualche modo a “disagio”, bisogna puntare sulla presenza sociale dei giovani quali cittadini e  analizzare gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio della cittadinanza sociale. Diventa così centrale il tema del “riconoscimento” delle potenzialità auto-realizzative che appartengono ai giovani, intesi come portatori di una forte domanda di “senso” nei confronti delle realtà istituzionali, da comprendere e valorizzare.
La cittadinanza sociale dei giovani passa attraverso il loro riconoscimento sociale che consente il dialogo e il confronto con gli altri soggetti come le istituzioni, le associazioni, gli adulti. Si tratta di definire quali siano le capacità della società locale di ragionare e interloquire con i giovani assumendo codici e pratiche comunicative comuni, a partire dalle questioni “strutturali” (scuola, lavoro, reddito, agibilità di spazi, divertimento, ecc.) fino ad arrivare alla quotidianità di un dialogo fra generazioni che devono predisporre risposte per il futuro. In questo contesto risulta importante sviluppare politiche non solo “per” ma “con” e “dei” giovani e dei bambini.
In primo luogo è quindi necessario garantire risorse, spazi e opportunità di espressione, di creatività, di formazione autonoma di opinioni, di confronto, di proposte, di innovazione agendo affinché questa parte di cittadini possa essere protagonista della costruzione della città di oggi e di quella futura. Soggetti titolari di diritti e di doveri. Si tratta credere sul capitale sociale rappresentato dai ragazzi e di scommettere sul loro protagonismo.
Si dovrà quindi qualificare la partecipazione di giovani e adolescenti alla vita della città, partendo dal concreto, dall’esperienza diretta e soprattutto assicurare spazi, luoghi fisici autogestiti che offrano la possibilità di produzione e sperimentazione di progetti culturali, artistici e di aggregazione. Sostenere l’associazionismo giovanile e impegnarsi alla creazione di una rete delle opportunità, delle esperienze, sia in un ottica di valorizzazione e di implementazione che per favorire dialogo, scambio, relazioni tra soggetti diversi; ma nel contempo valorizzare anche quegli spazi di aggregazione spontanea nei diversi quartieri, attraverso la realizzazione o la cura, con il coinvolgimento dei ragazzi, di campetti, piccoli parchi, zone con panchine che permettano lo scambio, la relazione e un uso consapevole del territorio.
Sicuramente si dovrà sostenere lo sviluppo del Servizio civile come occasione di incontro con realtà, scoperta di modalità e punti di vista diversi e come e vera palestra del processo di crescita e di assunzione di responsabilità.
I giovani devono anche trovare nella città spazi di “divertimento”: una città divertente significa investire in iniziative culturali ma soprattutto commerciali e private. Il quartiere del Torretto riqualificato, il nuovo fronte a mare e altre aree moderne rappresentano luoghi dove si dovranno insediare attività attrattive per i giovani, musica, shopping, pubs, discoteca, ristoranti, capaci di un’offerta variegata di tempo libero e in grado di aggregare limitando l’allontanamento verso altri territori.