Impresa sociale e sviluppo locale
Esiste una contraddizione, una frattura radicale istituita nelle società avanzate tra mondo del lavoro e mondo dell’assistenza. Ciò comporta un enorme spreco di risorse economiche ed umane.
La grande portata innovativa dell’impresa sociale consiste proprio nella scommessa di rendere produttivo ciò che non lo è, trasformando i soggetti da destinatari di assistenza a soggetti protagonisti di un loro personale percorso di emancipazione.
La sfida allora è riconvertire una quantità di risorse in investimenti produttivi e di benessere sociale.
Occorre pertanto valorizzare il ruolo del privato sociale, e di tutte le esperienze di volontariato, concepire il terzo settore come strumento per proporre una rinnovata socialità a partire dalla promozione e dalla gestione dei servizi sociali nelle realtà territoriali, dalla valorizzazione della qualità e del livello innovativo dei progetti.
La nuova legge sull’impresa sociale ha modificato in modo profondo i campi di intervento del settore nonprofit avviando scenari e ambiti di azione innovativi che consentono di pensare questo soggetto sempre più come vero agente e promotore di sviluppo locale.
Queste nuove prospettive di sviluppo aprono per l’impresa sociale importanti spazi di azione e strategie di sviluppo. Diventare strumento di sviluppo locale e, al contempo, rappresentare e dare voce ai bisogni significa, infatti, adottare modelli di comportamento, strategie, strumenti e forme di governo coerenti con un appropriato disegno di sviluppo d’impresa, di quelle produzioni che non possono essere realizzate senza che le imprese mantengano un forte radicamento territoriale e le cui potenzialità economiche e occupazionali nella nostra città sono ancora largamente sottovalutate.
In concreto, bisognerà contribuire da un lato a far sì che la società civile riesca ad esprimere una reale e innovativa capacità imprenditoriale, come è successo nel corso degli anni novanta per la cooperazione sociale e, dall’altro, come Amministrazione locale insieme alle imprese “for-profit” dovremo impegnarci a valorizzare e coinvolgere il contributo che un denso tessuto di imprese sociali può garantire all’economia della città, e quindi adottare interventi di sostegno coerenti, sul piano della formazione, della managerialità, dell’accesso al credito. Occorre garantire un solido posizionamento nei mercati di interesse delle imprese sociali, aumentandone il livello di penetrazione, far sì che si strutturino reti forti, capaci di supportarne il processo di crescita e rafforzare la creazione di “lavoro buono”.


