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I migranti: nuovi cittadini

L’incidenza della presenza immigrata sul totale della popolazione ligure è cresciuta, è sotto gli occhi di tutti. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento dei soggiornanti pari all’8,5% (un dato lievemente inferiore rispetto alla crescita che si registra nel Nord Ovest (9%) e a livello nazionale (8,9%).
La Spezia registra l’incremento più significativo delle quattro province liguri con un 9,8% di variazione tra il 2004 ed il 2005 e inoltre si pone seconda solo a Genova per la presenza femminile (52,6%), soprattutto per l’incidenza dei flussi provenienti dall’America Latina.
I migranti stanno ricostruendo i loro nuclei familiari, aumentano i ricongiungimenti e la componente femminile straniera detiene un tasso di fecondità pari a 2,4 figli per donna, rispetto al 1,25 delle donne italiane: il numero dei minori è quadruplicato negli ultimi cinque anni, sia a seguito dei ricongiungimenti, che per incremento naturale. Aumentano bambini e ragazzi che costruiscono il loro processo di identificazione a cavallo di due culture, quella di appartenenza rappresentata dalla famiglia e quella allargata definita da un contesto sociale, fatto di spazi, di aggregazioni, di opportunità di istruzione ed occupazione: una presenza di cui sarà sempre più necessario ed interessante conoscerne le rappresentazioni, il rapporto con la società di origine e con quella in cui stanno crescendo.
Il mercato del lavoro per gli stranieri porta i segni evidenti della precarietà: molti gli occupati nel settore delle costruzioni (25,5%), nei servizi alla famiglia (soprattutto le donne) e nella ristorazione e ricezione turistica, ma si conferma il carattere strutturale del fabbisogno di manodopera immigrata.
La presenza degli immigrati è un fenomeno consolidato, caratterizzato da una crescita costante, peraltro vitale per lo sviluppo economico del territorio e importante fattore di mutamento sociale che incide su aspetti cruciali della convivenza, che sicuramente deve orientarsi verso una reciproca accettazione: non ultima la questione religiosa, importante elemento di identità che si auspica possa dimostrarsi importante fattore di coesione e di dialogo in vista anche dell’atteso rinnovamento della legge nazionale per la tutela della libertà religiosa e di culto.
La sfida dell’integrazione, nell’interesse anche degli immigrati che vogliono lavorare e migliorare la propria vita nella nostra città, richiede crescenti diritti di cittadinanza, compreso il diritto di voto amministrativo, ed il pieno rispetto di regole, consuetudini e comportamenti dell’intera comunità. Pertanto la prossima amministrazione dovrà attrezzarsi per affrontare i bisogni, le esigenze e le domande di servizi che i cittadini stranieri pongono nel momento in cui il loro progetto di vita diviene un progetto di appartenenza.
Alle politiche di prima accoglienza degli anni passati si devono affiancare e consolidare politiche che affrontino la necessità di articolare, differenziare, sostenere e promuovere processi di inclusione sociale, di superamento delle barriere culturali, sociali ed economiche, che ancora oggi limitano buona parte dei cittadini stranieri. In tale ottica,   dovranno essere oggetto di una attenzione e di un programma sociale particolarmente impegnati le problematiche degli adolescenti immigrati, che in ragione della “fragilità” del periodo di vita sono sottoposti a particolari problematiche di adattamento e inserimento.

Emerge l’esigenza di coordinare a livello locale le modalità dell’accoglienza degli stranieri: problematiche che possono essere affrontate  solo se tutti i soggetti istituzionali e sociali decidono di fare sistema e si impegnano nel consolidare i legami degli stranieri al nostro territorio. In tal senso è opportuno consolidare il ruolo del Centro Solidarietà Immigrati quale organismo capace di svolgere la necessaria opera di mediazione e concertazione tra le persone migranti e la realtà della nostra città.