Università
Il Polo universitario spezzino, per ruolo e caratterizzazione, è l’emblema della città del futuro e delle vocazioni su cui occorre puntare. Sull’università è improntato il ruolo che La Spezia intende giocare nello scacchiere nazionale e internazionale.
L’Università sarà sempre più motore dello sviluppo locale con la creazione di una cittadella del sapere e con un legame stretto con la ricerca e con il distretto delle tecnologie navali e marine per valorizzare al meglio la nostra risorsa principale che rimane il mare.
Il bilancio di questi primi sei anni di vita del Polo universitario è positivo. Sono stati attivati i corsi di laurea di primo livello in Informatica applicata, Ingegneria meccanica, Ingegneria nautica e i corsi di laurea specialistica in Ingegneria Nautica e Design Navale e nautico. Sono inoltre attivi corsi di formazione superiore e master post-universitari nel campo della nautica. Il numero degli studenti iscritti all’anno accademico 2006-2007 è complessivamente 624 (nel 2001 erano 178), di cui più del 45% provengono da fuori provincia e 8 di nazionalità straniera. Presso il Polo della Spezia hanno conseguito la laurea nel corso del 2005 complessivamente 32 studenti, la maggior parte dei quali laureatisi in Ingegneria nautica, corso che registra una crescita costante delle iscrizioni, mentre per l’anno 2006 si possono già contare 8 laureati, tutti in Ingegneria meccanica.
Le sfide dei prossimi anni sono:
- fare dell’ Università un polo di eccellenza, un fattore chiave per dare alla Spezia un forte ruolo in campo nazionale e internazionale. Le scienze e le tecnologie navali e marine dovranno costituire l’asse intorno al quale costruire lo sviluppo dell’Università alla Spezia
- integrare di più il polo universitario con il territorio e concretizzarne in modo definitivo i possibili sviluppi.
Questo significa:
- rendere più continui ed efficaci il rapporto con il mondo delle aziende e la realtà produttiva Gli sviluppi futuri del Polo universitario dovranno caratterizzarsi sempre più per percorsi formativi legati alle vocazioni produttive espresse dal nostro territorio: meccanica, nautica, cantieristica
- ricercare sinergie con gli enti di ricerca presenti sul territorio (ENEA, CNR, INGV, Idrografico della Marina Militare, ecc)
- sviluppare e consolidare il rapporto con le scuole superiori, agendo sul sistema della Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS)
- costruire un rapporto di osmosi con la città con la ricollocazione della sede dell’università. Una sede nel cuore della città per favorire il “senso di appartenenza” del centro universitario alla città ed agevolare la libera circolazione di studenti e professori in una più ampia rete di relazioni e scambi con il mondo della ricerca e produzione. Per questo la Caserma Duca degli Abruzzi diventerà una vera e propria cittadella della conoscenza
- dare vita al distretto delle tecnologie navali e marine. Il territorio ligure si caratterizza per la forte presenza di punti di eccellenza nel settore delle tecnologie marine, riscontrabili sia a livello industriale (pubblico e privato) che scientifico: dai sistemi navali civili e per la difesa, alla nautica da diporto ed ai sistemi di monitoraggio e controllo dell’ambiente marino, subacqueo e di superficie. In particolare, la realtà imprenditoriale e le competenze scientifiche presenti sul territorio spezzino ne delineano una vocazione verso i temi delle tecnologie per la difesa e per la sicurezza ed il controllo dell’ambiente marino che, se integrata con le altrettanto significative competenze presenti sul territorio ligure, può consentire l’individuazione di un distretto delle tecnologie marine di grandissime potenzialità di sviluppo dell’innovazione tecnologica per applicazioni militari e civili
- dare impulso alle collaborazioni con corporation internazionali, gruppi industriali e consorzi interuniversitari per attivare percorsi di eccellenza
- mettere in contatto la ricerca applicata con le aziende avviando un ciclo virtuoso nel quale il sapere e la conoscenza si coniugano con il lavoro aprendo interessanti ed inedite prospettive. Nel nuovo disegno del Polo universitario spezzino si punta dunque anche ad una ricerca applicata che favorisca il trasferimento di know how capace di attrarre finanziamenti pubblici e privati. Imprese, università e centri di ricerca come soggetti sinergici di progetti comuni, capaci di accedere a fondi europei da investire qui. E’ così, inoltre, che si può puntare a portare sul nostro territorio commesse per la costruzione di osservatori e prototipi ad alto contenuto tecnologico sfruttando le competenze diffuse nelle piccole e medie imprese presenti sul territorio


