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Il Piano Strategico della Spezia. Il percorso, la vision e le linee strategiche
“La Spezia 2012”

Il processo di Pianificazione strategica nel Comune della Spezia prende avvio a partire dal 1999. Formalmente è possibile suddividere il percorso in due fasi distinte. La prima dal 1999 al 2001, dedicata alla diagnosi territoriale e alla definizione della vision. L’elemento di novità della seconda fase , dal novembre 2003 al dicembre 2004, è il co-protagonismo della Provincia della Spezia. La scelta è stata quella di dar vita ad un percorso condiviso di pianificazione nella consapevolezza che sono in un contesto di area vasta possono dispiegarsi pienamente tutte le potenzialità presenti sul territorio. La seconda fase del Piano si conclude con la sottoscrizione del Patto “La Spezia 2012” tra oltre 70 attori. Questa seconda fase ha consentito di approfondire, aggiornare e rinnovare almeno parzialmente i progetti scaturisti dai precedenti lavori, organizzandoli per priorità e importanza nella costruzione della visione complessiva. Il Piano attuale si compone di un alto numero di progetti, che ne definiscono gli ambiti di azione, gli interventi, i partner, pubblici e privati, e le possibili fonti di finanziamento.
La vision del Piano strategico si fonda su 4 grandi obiettivi di lungo periodo quali l’identità, la competitività, la solidarietà e la sostenibilità. Gli assi strategici sono:

A. Il mare come grande risorsa identitaria: naturale, culturale, economica e territoriale.

B. La costruzione di un sistema integrato, turistico-culturale, provinciale, con forte aggancio all’immagine della “Città di mare Golfo dei Poeti”;

C. La conferma della centralità del sistema della difesa e delle tecnologie marine;

D. La promozione della varietà e delle sinergie: La Spezia città di mare, di produzione e di servizi

E. L’attivazione di una forte collaborazione fra i settori produttivi e il sistema della formazione e dell’Università;

F. Il potenziamento del sistema infrastrutturale, sia alla scala vasta che alla scala della maglia urbana;

G. La produzione di un ambiente più qualificato, attraverso un migliore equilibrio fra funzioni produttive-portuali e territorio, la riduzione delle aree di inquinamento e la diffusione di verde e servizi.

H. Un welfare più moderno, basato su un sistema plurale di offerta e su una governance rinnovata nel senso della partecipazione e dell’accreditamento degli attori.

I. La strutturazione di percorsi di estesa partecipazione dei cittadini al sistema delle decisioni che li riguardano.

Oggi molti dei progetti sono in corso di realizzazione, anche grazie agli strumenti di cui il Piano stesso si è dotato. Si tratta di società miste, di Osservatori e di altri soggetti giuridici a cui partecipano gli stessi soggetti sottoscrittori del Patto.
Proseguono i lavori di implementazione progettuale su alcuni progetti complessi. Si è proceduto a una valutazione intermedia del Piano, nel corso del 2007, per “raccontare” i risultati fino ad oggi raggiunti sia in termini di progetti realizzati che di obiettivi raggiunti.