Il contesto economico
L’area del Governatorato, una tra le zone più povere della Cisgiordania, con un’impostazione culturale fortemente collegata alla tradizione islamica, sta conoscendo una buona apertura economica e sociale (come, ad esempio, il lavoro condotto dalle donne per le donne rispetto all’autonomia e allo sviluppo dell’imprenditoria femminile).
Attualmente, in tutto il Governatorato, l’attività economica dominante è l’agricoltura, praticata nella zona circostante Jenin (Marj Ibn A'amer), particolarmente fertile, in cui vengono coltivati, oltre all’ulivo, frutta, ortaggi e cereali.
Si sta inoltre rafforzando un’attività di tipo industriale, soprattutto nell’area alimentare (cibo e bevande, produzione ed imbottigliamento olio, conserve alimentari, succhi di frutta, imbottigliamento acqua, ecc.) ed in quella dei materiali da costruzione; nella zona infatti sono aperte cave per l’estrazione della pietra locale da costruzione e laboratori per la taglio e la preparazione di lastre e blocchetti da costruzione.
È in corso di realizzazione lo studio di fattibilità del progetto “Euromidbridge” per l’esecuzione di un corridoio logistico diretto per l’importazione ed esportazione commerciale nell’area mediorientale, che utilizza tecnologie europee già esistenti ed intende creare un’infrastruttura ad Haifa e Jenin. Di fatto potrebbe svilupparsi nella zona di Jenin il retroporto di Haifa. In questo progetto è coinvolta l’Autorità Portuale spezzina.
Molto presenti sono poi le attività legate alla tradizione palestinese e/o locale, come ad esempio la produzione dello zahatar (mix di erbe aromatiche a base della cucina locale, tipico della zona di Jenin), il ricamo, la creazione di prodotti con l’olio e la pasta di olive, spesso con spinte innovative e di ricerca per ampliare le proposte rivolte al mercato. È in quest’area che sono stati individuati gli artigiani coinvolti nel nostro progetto.
L’attività artigianale è collocata in alcune aree della città, grossolanamente identificate con: la zona industriale, appena fuori città, in cui sono concentrate da un lato soprattutto attività meccaniche (autofficine, raccolta di ferro, ecc.) e dall’altro i laboratori per la lavorazione della pietra locale; la zona dei fabbri, dei tappezzieri e dei falegnami-mobilieri, dislocata lungo due delle strade principali della città.
A Jenin, infine, è presente una fitta attività commerciale. Oltre alla zona dedicata al mercato della verdura, soprattutto nel centro città sono molte le gallerie commerciali (sia tradizionali, spesso sotterranee, sia di recentissima costruzione) in cui si affiancano antichi mestieri e nuovi negozi: dal consorzio agrario alla vendita diretta di pollame, dalla galleria dei profumi, all’abbigliamento tradizionale femminile, fino ai prodotti di importazione cinese. Pur essendo, come sopra citato, una zona a basso reddito, pare esserci una buona vivacità commerciale.
Nota: i dati citati sono tratti dal documento di presentazione della municipalità di Jenin, 2009; dai documenti seminariali del Palestinian social forum (marzo 2002); da recenti studi dell’Istituto di Statistica Palestinese.


