Cooperazione Territoriale Transfrontaliera
La cooperazione territoriale e transfontaliera nell’ambito della nuova Politica di Vicinato e della programmazione dei nuovi Fondi strutturali (periodo 2007-2013)
- La cooperazione transfrontaliera nella nuova Politica Europea di Vicinato
Dal 2007 tutta la cooperazione tra gli Stati membri UE e i Paesi vicini verrà finanziata attraverso lo strumento di programmazione ENPI (European Neighbourood Partnership Instrument), il cui regolamento è in fase di approvazione da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio.
ENPI, che prevede un sistema di regole comuni da applicare ad entrambi i lati della cooperazione, finanzierà con un budget di 12 miliardi di euro, per il periodo 2007-2013, progetti congiunti presentati e gestiti nel quadro di un Programma previamente verificato ed approvato dalla Commissione UE.
Nell’ambito della Politica di Vicinato, la componente “Cooperazione transfrontaliera” (CBC), rappresenta la risposta alla sfida di non costruire nuove barriere ed anzi promuovere valori comuni (quali diritti umani, democrazia, rispetto delle minoranze, ecc.), sicurezza, stabilità e prosperità. A tale componente, comprendente sia frontiere terrestri che marittime (all’interno del bacino del mediterraneo), verrà dedicato il 5% del budget ENPI. Altrettanti fondi (per un ammontare di circa 1,1 miliardi di euro) verranno assegnati alla cooperazione transfrontaliera nell’ambito del FESR.
Nell’ambito del regolamento ENPI, la cooperazione transfrontaliera con i Paesi “vicini” si fonda su due principi chiave:- il beneficio comune all’interno di progetti congiunti, che dunque devono prevedere azioni da svolgersi sia nel paese terzo che nel paese membro UE
- l’equiparazione dei partner, chiamati a collaborare fattivamente ed in maniera equa al progetto.
Il quadro di programmazione dovrà essere completato da parte della Commissione con l’individuazione:
- della lista delle regioni eleggibili aventi una frontiera comune raggruppate per Programmi
- le allocazioni indicative per programma per tutto il periodo di programmazione (7 annI)
- gli obiettivi generali dei singoli programmi.
Le regioni eleggibili saranno quelle poste sulle frontiere terrestri e sugli stretti marittimi di importanza significativa (NUTS III) o su bacini marittimi (NUTS II). Potranno essere inoltre ammesse a partecipare regioni adiacenti a quelle frontaliere.
Per quanto concerne l’Italia, lo stretto interessato è quello tunisino, mentre il programma di bacino è quello relativo al Mar Mediterraneo.
Ai fini della presentazione di progetti ammissibili nel quadro della Cooperazione transfrontaliera, i partner dovranno predisporre un Programma “congiunto” in cui vengono definite le priorità da perseguire, le risorse allocate a ciascuna priorità e misura, la struttura di gestione del programma (autorità congiunta avente sede in uno Stato membro).
In assenza di un accordo tra le parti cooperanti la Commissione non potrà procedere all’approvazione e alla destinazione delle risorse necessarie.
Se entro il 2010 non sarà presentato alcun programma o non sarà stata siglata alcuna convenzione di finanziamento, le risorse verranno ri-destinate all’obiettivo “Cooperazione territoriale” dei Fondi strutturali. Tutti i programmi dovranno essere costruiti attorno a quattro obiettivi:
- Promuovere lo sviluppo socio-economico
- Affrontare sfide comuni
- Assicurare frontiere sicure ed efficienti
- Promuovere la cooperazione “people to people”
I progetti potranno appartenere a tre differenti tipologie:
- Progetti integrati: progetti messi in opera congiuntamente
- Progetti simmetrici: con attività simili condotte in parallelo
- Progetti semplici: attività svolte da una sola parte (da un solo lato della frontiera) ma che prevedono benefici comuni.
I progetti potranno coinvolgere i seguenti attori:
- autorità pubbliche, in particolare a livello regionale e locale
- ONG, agenzie di sviluppo e attori chiave a livello regionale, locale o sub-nazionale, specialmente per la cooperazione di bacino
- rappresentanti regionali di istituzioni nazionali, se necessario al perseguimento delle finalità progettuali.
Prossimamente verrà raggiunto un accordo politico sul regolamento ENPI, prodromo all’approvazione ed attuazione del quadro di programmazione (prevista per l’autunno/inverno 2006). In parallelo si svolgeranno le attività di preparazione dei programmi, che verranno presumibilmente presentati nella primavera 2007.
L’inizio delle attività di cooperazione sono dunque previste per l’autunno 2007.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito Web dedicato alla politica di Vicinato:
http://europa.eu.int/comm/world/enp
- La Cooperazione territoriale nell’ambito della nuova programmazione dei Fondi strutturali
Il nuovo obiettivo 3 dei Fondi strutturali (2007-2013) avrà ad oggetto la “Cooperazione Territoriale” che riguarderà, come nel precedente programma d’iniziativa comunitaria Interreg, tre tipologie di cooperazione: transfrontaliera, transnazionale e interregionale.- La cooperazione transfrontaliera potrà essere sviluppata dai territori liguri nell’ambito del programma Alcotra (tra Italia e Francia) e di un nuovo programma sulle frontiere marittime (insieme a Sardegna, Toscana e Corsica)
- La cooperazione transnazionale, sui temi dell’innovazione, dell’ambiente, dell’accessibilità e dello sviluppo urbano, verrà attuata all’interno dei due programmi già esistenti, relativi allo Spazio Alpino, e del programma sul Mediterraneo occidentale (MEDOC) che verrà allargato all’intero bacino mediterraneo (MED). Sempre nell’ambito transnazionale la regione Liguria verrà inoltre inserita nel programma Spazio Central Europeo (CEUS), ex CASDES
- La cooperazione interregionale interesserà trasversalmente gli obiettivi 1 e 2 (Convergenza e Competitività), con le medesime priorità dell’agenda per la crescita e l’occupazione (innovazione, PMI, prevenzione dei rischi, ambiente).
Il fondo da cui la cooperazione territoriale europea potrà attingere i finanziamenti (per un totale di 8 miliardi di euro) sarà il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
Il nuovo Regolamento FESR crea la base giuridica per l’utilizzo di un nuovo strumento (facoltativo) per la cooperazione territoriale a disposizione delle organizzazioni ed enti regionali e locali – il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale o GECT.
Gli Stati membri che partecipano ad un programma operativo nell’ambito dell’obiettivo “Cooperazione territoriale” possono ricorrere a questo strumento giuridico per affidargli la gestione del programma operativo conferendogli le competenze dell’autorità di gestione e del segretariato tecnico congiunto, continuando peraltro ad assumersi la responsabilità finanziaria. Il Regolamento relativo al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR, definisce le priorità da seguire nei programmi di cooperazione transfrontaliera per il periodo 2007 – 2013:
- promozione dell’imprenditorialità, sviluppo delle PMI, del turismo, della cultura e del commercio transfrontaliero
- promozione e miglioramento della protezione e della gestione congiunte delle risorse naturali e culturali nonché della prevenzione dei rischi naturali e tecnologici
- rafforzamento dei collegamenti tra le zone urbane e rurali
- riduzione dell’isolamento tramite un migliore accesso alle reti e ai servizi di trasporto, informazione e comunicazione, nonché ai sistemi e agli impianti transfrontalieri di approvvigionamento idrico ed energetico e a quelli di smaltimento dei rifiuti
- sviluppo della collaborazione, della capacità e dell’utilizzo congiunto di infrastrutture, in particolare in settori come la salute, la cultura, il turismo e l’istruzione.
I progetti candidabili saranno progetti “strutturanti”, ovvero in grado di contribuire in modo significativo alla strutturazione di una o più dimensioni dello spazio di cooperazione, e dovranno essere partecipati e diffusi almeno a livello NUTS 3.
Gli ambiti prioritari della cooperazione transnazionale fissati dal regolamento sono:
- innovazione: creazione e sviluppo di reti scientifiche e tecnologiche e rafforzamento delle capacità regionali di R&ST e innovazione che contribuiscano direttamente allo sviluppo economico equilibrato delle zone transnazionali
- ambiente: attività di gestione delle risorse idriche, efficienza energetica, prevenzione dei rischi e protezione ambientale
- accessibilità: attività intese a migliorare l’accesso e la qualità dei servizi di trasporto e telecomunicazioni
- sviluppo urbano sostenibile: rafforzamento dello sviluppo policentrico a livello transnazionale, nazionale e regionale.
Per quanto riguarda invece la cooperazione interregionale, per il prossimo periodo di programmazione essa è prevista, oltre che nell’ambito del terzo obiettivo prioritario, degli obiettivi 1 e 2 (Convergenza e Competitività), con le medesime priorità dell’agenda per la crescita e l’occupazione (innovazione, PMI, prevenzione dei rischi, ambiente). I programmi di cooperazione interregionale dovranno concentrarsi sulle priorità dell’agenda per la crescita e l’occupazione, vale a dire: innovazione, PMI e imprenditoria, ambiente e prevenzione dei rischi.
Inoltre, essi promuoveranno gli scambi di esperienze e di buone pratiche in materia di sviluppo urbano e di modernizzazione dei servizi pubblici (tra cui l’uso delle TIC nelle strutture sanitarie e nella pubblica amministrazione) e le azioni che richiederanno studi, raccolta di dati, nonché l’osservazione e l’analisi delle tendenze di sviluppo nella Comunità.
Ulteriore forma di cooperazione prevista, in coerenza con il QSN, è quella multi-regionale, finalizzata al raggiungimento di una maggiore coesione nazionale.
I temi proposti dalla Regione Liguria per la cooperazione multi-regionale sono:
- Logistica e porti: Formazione nell'ambito marittimo e portuale; Pianificazione portuale e delle aree costiere; certificazioni ambientali
- Parchi, SIC e turismo sostenibile: modelli di gestione economica e sostenibile, educazione ambientale, eco-turismo
- Formazione; innovazione e ricerca; formazione trasversale – biomedica
- Gestione e valorizzazione dei beni culturali
- Promozione turistica integrata
- Pari opportunità
- Partecipazione dei cittadini alla decisione sulle grandi opere; Formazione di mediatori per favorire la partecipazione dei cittadini alla decisione sulle grandi opere
- Le città (metropolitane, medie o piccole), le reti e confronti dei modelli gestionali; reti di città piccole; reti di città montane
- Internazionalizzazione PMI
- Società dell'informazione.
La Regione Liguria ha proposto (ma non ancora ufficializzato) gli ambiti tematici relativi a tutti i suddetti filoni di cooperazione, facendo riferimento, come illustrato nelle sottostanti tabelle, alle priorità tematiche (piattaforme) e orizzontali individuate nel QSR.


